L’acqua si fa strada tra millimetriche fessure fino a raggiungere le parti in acciaio o in ferro che, soggette a ruggine, causeranno rotture nella parete o nel soffitto

Le infiltrazioni d’acqua possono, col tempo, compromettere integrità e stabilità di qualsiasi superficie. Non sono indenni da questo processo i muri in cemento armato, che generalmente delimitano (o costituiscono) i locali interrati dei condomini (garage, box, cantine, magazzini) oppure autosili sotterranei, dove parcheggiare l’automobile.

Il cemento armato, nonostante la sua compattezza e solidità, non è eterno. Ma spesso lo si dimentica. Tale materiale dovrebbe essere soggetto a controlli e analisi nel corso degli anni, atte a verificare la presenza di eventuali infiltrazioni. L’acqua è il nemico numero uno del cemento armato: penetrando nella struttura è infatti in grado di arrugginire i tondini – in ferro o in acciaio – che, contenuti al suo interno, aumenteranno di volume.

A quel punto, quando la pressione avrà superato la soglia massima di contenimento, il calcestruzzo comincerà a rompersi. Prima si distaccheranno le parti non prettamente strutturali, che in gergo vengono chiamate copriferro. Senza un adeguato e immediato intervento anche l’integrità dello stesso calcestruzzo potrà essere a rischio crollo.

Per non imbattersi in situazioni di questo tipo, basterebbe chiamare degli operai specializzati – come quelli Sicurcond – che, attraverso una pompa, iniettano nel muro una resina idroreattiva e idroespansiva che va a sigillare ogni lesione, chiudendo all’acqua ogni possibilità di infiltrazione.