LINEA DI VITA

Quando salire sul tetto diventa sicuro e crea risparmio

Più la distanza da terra aumenta e maggiore è il pericolo. I lavoratori che salgono sulle sommità degli edifici sono esposti a rischi molto elevati, che possono trasformarsi – più spesso di quanto si pensi – in cadute o, nella peggiore delle ipotesi, in decessi. Diventa allora fondamentale dotarsi di misure volte alla prevenzione degli incidenti, da una parte per salvaguardare l’incolumità degli operatori in quota e dall’altra per evitare spiacevoli coinvolgimenti in azioni penali e civili, laddove si ravvisino mancanze e violazioni riguardo alle normative vigenti. Possono essere raggiunti da tali procedimenti legali i titolari di un immobile – vale a dire il proprietario o l’amministratore di condominio – oppure il datore di lavoro o chi ne fa le veci.

Stando alla norma (UNI EN 795) le linee di vita di tipo stabile sono un raggruppamento di ancoraggi che si fissano sulle coperture degli stabili, al fine di rendere agevole e soprattutto sicura la loro manutenzione o di quelle strumentazioni – ad esempio antenne – che vengono installate su di esse.

Gli operatori che salgono in altezza hanno perciò la possibilità di agganciarsi alla linea di vita mediante cordini e imbragatura.

Alcune regioni italiane, compresa la Lombardia, hanno reso obbligatorio il posizionamento di sistemi e dispositivi anticaduta. In particolare il decreto 119 del 14 gennaio 2009 stabilisce «le disposizioni concernenti la prevenzione dei rischi caduta dall’alto per il contenimento degli eventi infortunistici nel comparto edile», che si applicano alle nuove costruzioni di qualsiasi tipologia d’uso (residenziale, industriale, agricolo, commerciale etc.), «nonché in occasione di interventi su edifici esistenti che comportino anche il rifacimento strutturale della copertura». Inoltre, «l’intera opera deve essere progettata ed eseguita in modo che le successive azioni di verifica, manutenzione o di riparazione» della stessa e delle sue pertinenze, comprese le componenti tecnologiche, possano avvenire in condizioni di sicurezza per i lavoratori che effettuano gli interventi, per le persone presenti all’interno dell’edificio e per quelle che ci gravitano attorno.

Il D.lgs 81/2008 invece impone l’obbligo di svolgere i lavori in quota nella più completa sicurezza servendosi di impalcature, ponteggi o sistemi di ancoraggio (esempio linee di vita). Ciò vuol dire che quando si sale in altezza è tassativo l’impiego di supporti.

In questo senso, le linee di vita sono la soluzione migliore. Perché?

  • Si è a norma con la legge nel momento in cui si debbano eseguire lavori in quota
  • Interventi meno invasivi e più economici rispetto ai tradizionali e obsoleti sistemi
  • L’accesso immediato al tetto permette di monitorarne costantemente lo stato e intervenire su problemi sul nascere, prima che diventino di grande entità e quindi dispendiosi
  • Sono installazioni stabili e non temporanee
  • Progettazione e realizzazione personalizzata sulla base dell’area interessata

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