Sempre più clienti richiedono interventi in quei locali sotterranei – come garage o cantine – i cui soffitti sono soggetti a infiltrazioni e costituiti da lastre predalles.
Le lastre predalles sono dei blocchi piani tralicciati e prefabbricati, in calcestruzzo, che vengono impiegati per la costruzione di solai.
Sono strutture valide e utilizzate di frequente in campo edilizio. Almeno finché non iniziano a inzupparsi.
I segnali dell’infiltrazione d’acqua nelle lastre predalles è evidente: prima appare sotto forma chiazze di umidità ed efflorescenze saline, successivamente comparirà la prima gocciolina. Goccia dopo goccia quello che c’è posizionato sotto – ad esempio un automobile oppure scatole con i vestiti della stagione estiva – comincerà a bagnarsi e quindi a rovinarsi.
Per sistemare tutto adeguatamente servirebbe tempo a disposizione e parecchio denaro. A meno che non si voglia impiegare la tecnologia più innovativa del momento, vale a dire le resine poliuretaniche idroreattive e idroespansive. Con questa lavorazione, meno invasiva e meno costosa di quelle tradizionali, la schiuma poliuretanica, iniettata a 200 bar, risale a ritroso la fessura, fino all’origine. A quel punto, reagendo con l’acqua, aumenta di volume e sigilla ogni spazio in maniera definitiva.

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