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30 miliari di crediti fermi, rallentati di conseguenza i cantieri in corso

Federica Brancaccio, presidente dell’ANCE, sposta già lo sguardo in avanti a seguito del dato bloccato dei 30 miliardi di crediti, legati al superbonus, ancora bloccati commenta èCon i cantieri che rallentano l’obiett...

Federica Brancaccio, presidente dell’ANCE, sposta già lo sguardo in avanti a seguito del dato bloccato dei 30 miliardi di crediti, legati al superbonus, ancora bloccati commenta èCon i cantieri che rallentano l’obiettivo del 31 Dicembre ormai è a rischio, stiamo cominciando a chiedere una proroga per l’ultimazione dei lavori iniziati che non potranno essere completati entro la fine dell’anno”.
I bonus hanno causato diversi problemi che si riflettono sui cantieri in corso in quanto, vengono rallentati i pagamenti e di conseguenza la chiusura. Dal 1° gennaio, il 110% e il 90% verranno sostituiti dal 70%, questo causerà un nuovo taglio alle agevolazioni.
Di conseguenza si sta già pensando alla richiesta di una proroga.
èOdio fare la Cassandra - aggiunge Brancaccio -, ma si tratta di un grido di allarme che stiamo lanciando da almeno un anno, già con il precedente Governo”. La soluzione di usare la leva degli F24, proposta insieme all’ABI, ormai è accantonata: èCi è stato detto in tutti i modi che non è realizzabile e, ormai, — anche tardi per soluzioni di tipo normativo”.

Per il momento sulla piattaforma Enel X non si aprono spiragli, infatti, Federica Brancaccio afferma: èSiamo a giugno e questa soluzione non vede ancora la luce. Ci dicono sempre che partirà a breve, ma siamo ancora qui. E quello che ci preoccupa di più è che ci sono situazioni di speculazione, società e intermediari che cercano di prendere con l’acqua alla gola le imprese, ma anche le famiglie, offrendosi di acquistare a tassi inconcepibili”. Continua, invitando le società partecipate di Stato (come Cdp, Rfi, Enel, Eni, Snam, Fincantieri) ad intervenire: èChiediamo un segnale alle partecipate, che è veramente semplice. Dovrebbero fare un’operazione per il Paese non speculativa, con un margine direi quasi simbolico”.
Oltre a problemi di tempi, dal lato di Governo e Parlamento, c’è un problema di risorse.
Per riprendere le cessioni dei crediti c’è bisogno di un impegno finanziario ingente ma in questo momento c’è anche l’emergenza in Emilia-Romagna da affrontare. è ancora vivo il ricordo dei problemi che a febbraio hanno portato al blocco totale delle cessioni e che hanno fatto si che venisse presa in considerazione la soluzione degli F24, proposta da ABI e ANCE.

èBisogna valutare attentamente - sottolinea Andrea De Bertoldi, deputato di Fratelli d’Italia, relatore del decreto Cessioni - la situazione degli esodati del superbonus, non vanno abbandonati. Una riflessione andrà fatta nei prossimi giorni, insieme con il ministero dell’Economia”. Il pensiero della maggioranza è quello di poter studiare dei correttivi in tempi stetti, in quanto c’è la necessità di un intervento urgente per la crisi del mercato dei crediti caratterizzati dal dato fermo di 30 miliardi di crediti fermi.
La situazione viene aggravata dalle opposizioni è“ vergognoso aver promesso di sbloccare i crediti fiscali prima delle elezioni e poi aver fermato del tutto il meccanismo in un Decreto”, dice Emiliano Fenu, capogruppo M5S in commissione finanze della Camera, chiedendo chiarimenti al Governo proprio sugli importi dei crediti ancora bloccati.

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