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Bonus Edilizi

Attivare la misura degli F24 ma nell’attesa vanno coinvolte le aziende statali

La strada maestra resta quella degli F24. In attesa che questa proposta decolli, però, serve il coinvolgimento immediato delle istituzioni e delle aziende statali, che potrebbero intervenire su un mercato ingessato, c...

La strada maestra resta quella degli F24. In attesa che questa proposta decolli, però, serve il coinvolgimento immediato delle istituzioni e delle aziende statali, che potrebbero intervenire su un mercato ingessato, comprando crediti e liberando capacità fiscale degli istituti di credito.

Mentre avanza il lavoro di Montecitorio sulle modifiche al decreto cessioni, l’ANCE (l’associazione dei costruttori) in audizione presso la commissione Finanze del Senato, attraverso la sua vicepresidente Vanessa Pesenti, indica il percorso da fare dal punto di vista delle imprese.
Il tema resta quello dei crediti incagliati (poco meno di 20 miliardi di euro, secondo le stime del Governo), sui quali è èindispensabile introdurre soluzioni certe e di immediata attuazione”.
La soluzione principale e più efficace, allora, è èutilizzare gli F24 a compensazione dei crediti maturati, come ANCE e ABI hanno proposto da tempo, una misura resa ora possibile anche dalle recenti indicazioni di Eurostat”.
La proposta prevede di riconoscere, in via straordinaria e temporanea, la possibilità per le banche e Poste di compensare le somme relative agli F24 della clientela con i crediti di imposta legati a bonus edilizi. Un meccanismo che, per tutelare i contratti in corso, dovrebbe essere esteso anche ai crediti d’imposta relativi ad interventi già avviati alla data del 17 febbraio.

L’attivazione di questa misura (che agisce su una massa di circa 500 miliardi di euro di F24), però, sconta dei tempi tecnici. Così, l’associazione propone un intervento ponte, èalmeno fino all’inserimento della misura degli F24 nella legge di conversione del decreto 11/2023”.
Potrebbe, allora, essere utile èil coinvolgimento immediato delle istituzioni e aziende statali (Cdp, Rfi, Enel, Eni, Snam, Fincantieri) sul mercato dei crediti fiscali come soggetti acquirenti”. Queste aziende potrebbero contribuire ad alleggerire gli istituti bancari, liberando la loro capienza fiscale.

èL’attività di acquisto di questi crediti - prosegue l’ANCE - ha un rischio contenuto perché tutti i bonus fiscali hanno superato gli accurati controlli previsti dalla due diligence delle piattaforme specializzate incaricate dalle banche”.
Superata l’emergenza del blocco delle cessioni, poi, sarà il momento di lavorare in maniera organica sulla riforma dei bonus fiscali. In quella sede sarà essenziale èconfermare il meccanismo della cessione del credito e dello sconto in fattura”, perché sono strumenti essenziali èper far realizzare gli interventi, quantomeno per i soggetti a più bassa capacità reddituale”. Ancora, èdovrebbe essere comunque garantito una sorta di finanziamento pubblico che copra l’intero costo dell’intervento a carico dei soggetti a basso reddito (i cosiddetti incapienti)”: un richiamo all’attivazione del fondo che, ad oggi, resta ancora inattuato. E, infine, dovrebbe essere posto èun tetto al costo della cessione che incide pesantemente sulla redditività degli operatori che realizzano gli interventiè

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