Le stime dell’ANCE rilanciano il pressing per un nuovo intervento sulle cessioni bloccate
ANCE, associazione dei costruttori, ha stimato 15 miliardi di crediti fiscali attualmente bloccati. Le conseguenze potrebbero essere sconvolgenti:
25mila imprese a rischio fallimento, 130mila disoccupati in più nel settore delle costruzioni e problemi per circa 90mila cantieri.
- gli effetti delle procedure in ambito penale
- il principio penalizzante per chi compra crediti fiscali
- il rischio di non poterli utilizzare per un lungo periodo.
“Il tema della responsabilità penale è fondamentale per far ripartire il mercato. Ci stiamo impegnando, facendo dialogare Governo e operatori per trovare una soluzione che possa entrare nel primo veicolo normativo disponibile”, spiega Andrea de Bertoldi, deputato di Fratelli d’Italia.
Replicare il “modello Treviso” è un altro degli obiettivi.
Hanno acquistato da due banche 14,5 milioni di crediti. Questa operazione pilota potrebbe essere applicata su larga scala e così sbloccare quei crediti ad oggi fermi.
In fine, — stata richiesta la partecipazione di quegli operatori che, nella parte iniziale, hanno occupato una posizione significativa per l’avvio della cessione dei crediti da bonus edilizi. Per questo motivo, Poste è stata presa in considerazione per un ritorno sul mercato.
Per quanto riguarda invece l’idea di ABI e ANCE, non è mai stata completamente archiviata. Queste operazioni consistono nell’utilizzo degli F24 intermediati dagli istituti di credito per alleggerire la quantità di crediti bloccati.