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Consultation Forum, difficile mediazione tra i favorevoli e i contrari

Con il Consultation Forum, che si è tenuto a Bruxelles, sono emerse delle spaccature tra i diversi paesi e gli stakeholder che hanno permesso di analizzare che tra favorevoli e contrari sembra difficile una mediazione...

Con il Consultation Forum, che si è tenuto a Bruxelles, sono emerse delle spaccature tra i diversi paesi e gli stakeholder che hanno permesso di analizzare che tra favorevoli e contrari sembra difficile una mediazione.
Sono state discusse le bozze dei regolamenti sui sistemi di riscaldamento Ecodesign ed Energy Labelling. Queste due norme rivalutano i requisiti per la commercializzazione degli apparecchi per il riscaldamento, inoltre ne riscrivono completamente l’etichettatura. Potrebbero avere non solo impatti indiretti sui bonus casa ma potrebbero inoltre portare al divieto di produzione delle caldaie a gas in Europa. Non si tratta di un divieto diretto ma di un limite minimo di efficienza stagionale per le categorie delle caldaie ovvero pari al 115%. Questo porta al taglio dal mercato di qualsiasi caldaia, anche quelle alimentate con combustibili rinnovabili.
Questo limite è stato tra gli argomenti ricorrenti della discussione.

La commissione ha ribadito la volontà di portare avanti la propria posizione legata anche al RepowerEu, questo è il punto di partenza.
Non tutti gli Stati si sono espressi, a favore dello stop ci sono organizzazioni non governative come Eeb (European environmental bureau), Ecos (Environmental coalition on standards) e i fabbricanti di pompe di calore (European heath pump association, European partnership for energy and the environment). Anche alcuni paesi membri sono a favore, come Danimarca e Belgio. Per quanto riguarda il fronte dei contrari, si sono espresse le associazioni dei costruttori edili (European builders confederation), dei fabbricanti multitecnologici (European heating industry) e il mondo dei combustibili liquidi e gassosi (Marcogaz, Eurogas, Eurofuel).
L’Italia invece è il Paese che ha una posizione molto dura di opposizione al divieto, per ragioni di neutralità tecnologica. A differenza invece di Slovacchia, Romania, Croazia, Repubblica Ceca che invece hanno espresso diverse perplessità. Infine, la Germania non ha ancora dato un’indicazione chiara.
Sarà possibile tracciare la mappa dei favorevoli e dei contrari solo dopo le otto settimane di tempo per depositare rilievi tecnici e politici. Una volta che la consultazione verrà chiusa, potrebbe esserci una nuova riunione con i Paesi membri. Il voto del Parlamento e del Consiglio non potrà modificare il testo ma solo approvarlo o restringerlo.

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