Aumenterà la platea dei potenziali beneficiari che avranno la possibilità di sfruttare il superbonus con la detrazione diretta, questo grazie all’allungamento da quattro a dieci anni della rateizzazione dello sconto fiscale.
Aumentando gli anni per la detrazione fiscale, crescono di conseguenza i contribuenti che hanno la possibilità di abbattere la loro imposta lorda con gli sconti fiscali, senza però perdere soldi.
Lunedì sera è stato votato, dalla commissione Finanze della Camera, l’emendamento nella Legge di Conversione del decreto cessioni, DL 11/2023 che ha avuto come relatore Andrea de Bertoldi. Incrociando i dati di ENEA sugli investimenti medi effettuati per i lavori del superbonus con i dati delle ultime statistiche fiscali disponibili (2021) emergono i possibili effetti dell’emendamento.
Dopo la richiesta del relatore Andrea de Bertoldi, — stato riesaminato il DDL dalla Commissione per modificare la formulazione della norma che è stata approvata che introduce per le banche la possibilità di convertire i crediti di imposta non fruiti in BTP. La Ragioneria, a seguito di alcuni dubbi, ha chiesto di puntualizzare che i BTP saranno esclusivamente frutto di emissione ordinaria e non straordinaria quindi, si procederà con l’operazione senza emettere debiti. Adesso il testo fa riferimento anche agli appositi provvedimenti direttoriali dell’Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia, sentita la Banca d’Italia, per dare attuazione al meccanismo.
La maggioranza ha comunque dovuto fa fronte alle opposizioni, soprattutto al Movimento 5 Stelle; infatti, il via libera per il Decreto sarà martedì.
Una delle novità più importanti della versione finale della Legge di Conversione è la possibilità di allungare da quattro a dieci anni il periodo di fruizione del Superbonus. Nella dichiarazione dei redditi 2024 dovrà però essere inserita un’opzione che riguarda le spese 2022. Quest’anno è un’incertezza quindi si dovrà prestare attenzione a non indicare la rata 2023 in dichiarazione, altrimenti si potrebbe perdere la possibilità dell’allungamento.
Questa idea è nata, in alternativa alla mancanza di cessione del credito e sconto in fattura, per consentire a contribuenti di sfruttare le pesanti rate di detrazione del 110% che non avrebbero avuto la capacità fiscale per farlo. Secondo le stime del Sole 24 Ore i potenziali beneficiari quadruplicheranno, in questo modo saranno comprese anche soglie di reddito più basse a differenza di quelle elevate per la detrazione a quattro anni.
Partendo dai dati ENEA, si vede che il superbonus genera in media un ammontare di detrazioni pari a circa 125mila euro in caso di abitazioni unifamiliari, circa 106mila euro per le unità indipendenti e circa 55mila euro per le unità in condominio. Per utilizzare queste detrazioni in quattro anni servono livelli di reddito alti. Spalmandole su dieci anni, il conto cambia parecchio. Di conseguenza anche la platea dei contribuenti aumenterà notevolmente, sempre secondo le previsioni, si passerà da circa 2,2 milioni a poco meno di 11 milioni.
Le stime consentono di prevedere un quadro generale della possibile grandezza del fenomeno, anche se nelle stime dei contribuenti sono compresi anche chi non ha effettuato nel 2022 lavori del Superbonus, gli interventi asseverati sono stati complessivamente 263.722. Solo su questi interverrà la correzione della Camera.