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Bonus Edilizi

Le misure per lo sblocco dei crediti non hanno avuto gli effetti sperati

Il Superbonus è costato circa 32,1 miliardi alle casse dello Stato, molto di più di quanto preventivato. Di conseguenza con la maxi-agevolazione sono stati accumulati numerosi crediti fiscali, attraverso la cessione d...

Il Superbonus è costato circa 32,1 miliardi alle casse dello Stato, molto di più di quanto preventivato. Di conseguenza con la maxi-agevolazione sono stati accumulati numerosi crediti fiscali, attraverso la cessione del credito e lo sconto in fattura. Un accumulo di 30 miliardi che cercano acquirenti.
Questi numeri sono stati resi noti in audizione da Tesoro, Finanze e Ragioneria Generale dello Stato in commissione Bilancio alla Camera, leggendoli in parallelo con le cifre divulgate precedentemente dall’amministrazione finanziaria. I dati aggiornati alla fine di aprile e che certificano che le attività per lo sblocco dei crediti fiscali, messe in atto da Parlamento e Governo, non hanno portato gli effetti desiderati e sperati.
Poste, per il momento, non ha ancora riaperto l’acquisto di bonus fiscali. La piattaforma annunciata da Enel X è ancora in attesa del varo ufficiale. L’Abi in audizione sulla delega fiscale pochi giorni fa, ha spiegato che, rispetto alla misura shock delle compensazioni in F24, proposta insieme all’ANCE e dai tempi decisamente più rapidi ma finora sempre bocciata per gli impatti sui conti in termini di cassa, èquesta procedura richiede tempi più lunghi per svuotare lo stock di crediti di imposta”.

Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate, ha fornito l’aggiornamento dei dati a inizio marzo nelle audizioni parlamentari sulla conversione del Decreto 11/2023, comunicando uno stock di cessioni e sconti in fattura solo per il Superbonus pari a 61,9 miliardi di euro. Non tutti i crediti sono arrivati in fondo alla procedura di cessione. L’audizione di Tesoro, Finanze e Ragioneria generale dello Stato attestava, èle cessioni dei crediti per le quali il cessionario ha comunicato l’accettazione e indicato il momento di utilizzo in compensazione”. 31,4 miliardi hanno completato le procedure per la cessione, invece circa 30 miliardi di crediti sono ancora in attesa. In tutti questi dati possono esserci casi differenti.
Sono state messe a disposizione diverse strade per poter utilizzare i bonus grazie alla legge di conversione. I committenti possono detrarre in dieci anni solo le spese del 2022 nella dichiarazione 2024 quindi relativa ai redditi 2023. Chi invece ha acquistato crediti ha la possibilità di dividerli in dieci rate annuali. La validità di questa possibilità riguarda solo le cessioni comunicate entro il 31 marzo 2023. Viene applicato oltre che al Superbonus anche a bonus barriere architettoniche e sismabonus.

L’ultima audizione ha fornito anche un elemento aggiuntivo finora sconosciuto, ovvero la spiegazione delle cifre che sono state effettivamente compensate per le diverse agevolazioni. Su 65,6 miliardi di crediti legati a lavori agevolati, solo 15,2 miliardi sono crediti effettivamente compensati. Gran parte di queste somme non possono essere riportate in F24 perché disponibili a partire dall’anno di maturazione della rata di credito.
Nel 2021 e 2022 il livello di dispersione dei crediti è più basso, nel primo anno le compensazioni sono arrivate al 98%, nel secondo al 95%. Andamento influenzato dal Superbonus che era caratterizzato da agevolazioni numericamente più altre. Se invece parliamo di bonus di importo minore, le percentuali sono peggiori. Ad esempio, ecobonus 2022 compensazione all’ 88% e sismabonus non oltre l’83%.

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